ABI/Associazioni imprenditoriali e dei consumatori. Firmati i nuovi accordi per il credito.

ABI/Associazioni imprenditoriali e dei consumatori. Firmati i nuovi accordi per il credito.

L'Associazione bancaria italiana e le associazioni imprenditoriali e dei consumatori, in data 31 marzo 2015, hanno sottoscritto due nuovi accordi per il credito, riguardanti rispettivamente le piccole e medie imprese e le famiglie:

1. Accordo per il credito 2015;

2. Accordo per la sospensione del credito alle famiglie.

1.  IL NUOVO ACCORDO PER LA RIPRESA 2015, che nella sostanza riprende ed adegua le misure già realizzate tra le parti in passato, contempla le seguenti tre iniziative per le PMI:

A. IMPRESE IN RIPRESA in tema di sospensione e allungamento dei finanziamenti.

- Operazioni di sospensione per 12 mesi del pagamento:

- della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio-lungo termine, anche se agevolati o perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie;

- della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing.

Sono ammissibili anche i mutui e le operazioni di leasing finanziario assistititi da contributo pubblico in conto capitale e/o interessi a condizione che l'Ente che eroga l'agevolazione abbia deliberato l'ammissibilità dell'operazione con riferimento alla specifica norma e che a seguito della sospensione il piano originario di erogazione dei contributi non debba essere modificato

- Operazioni di allungamento dei finanziamenti possono riguardare:

- la durata dei mutui (fino al 100% della durata residua del piano di ammortamento e con un massimo di tre anni per i mutui chirografari e di 4 anni per gli ipotecari;

- l'allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine (per sostenere le esigenze di cassa);

- l'allungamento per un massimo di 120 giorni delle scadenze di credito agrario di conduzione (ex art.43 del TUB), perfezionato con o senza cambiali (realizzato allo stesso tasso d'interesse previsto nel contratto originario).

Per la realizzazione delle sopra richiamate operazioni, sui finanziamenti originariamente assistiti da garanzie è richiesta, come condizione necessaria, l'estensione delle stesse garanzie al periodo di ammortamento aggiuntivo.

B. IMPRESE IN SVILUPPO, per il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento ed il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese.

E' stato costituito un apposito plafond con un obiettivo di dotazione pari a 10 miliardi, risultante da plafond individuali delle singole banche. Allo scopo viene utilizzata la provvista acquisita dalla BCE o dalla CDP o da altri canali di finanziamento particolarmente competitivi, in modo da consentire di praticare all'impresa condizioni di accesso al credito vantaggiose.

Possono essere finanziati investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività d’impresa, anche avviati nei sei mesi precedenti la richiesta.

Il plafond in questione potrà inoltre essere utilizzato, compatibilmente con il quadro normativo-regolamentare della "Nuova Sabatini", anche per il finanziamento degli investimenti in beni strumentali agevolabili attraverso tale norma.

Per le banche già aderenti all'accordo per il credito 2013, l'adesione all'iniziativa "Imprese in Ripresa" si intende automaticamente acquisita (salvo formale disdetta).

C.    Imprese e PA, per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Stessa dotazione, 10 miliardi, per il Plafond “Impresa e PA”, che si può utilizzare attraverso le seguenti modalità tecniche: sconto pro soluto; anticipazione con cessione del credito (o pro solvendo); anticipazione del credito senza cessione.

 L’anticipazione è pari ad almeno il 70% del credito che l'impresa vanta nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Allo scopo di ampliare la possibilità di accesso al credito e favorire l'evoluzione di nuovi prodotti, le parti sottoscrittrici si sono impegnate a costituire un Tavolo di confronto sul rapporto banca-confidi.

Inoltre, per agevolare la realizzazione delle iniziative previste nell'accordo, il Governo e le altre amministrazioni pubbliche che gestiscono fondi di garanzia e altri strumenti agevolativi sono chiamati ad adottare le conseguenti soluzioni operative.

2. ACCORDO PER LA SOSPENSIONE DEL CREDITO ALLE FAMIGLIE.

È possibile chiedere la sospensione fino a 12 mesi della quota capitale dei crediti al consumo di durata superiore ai 24 mesi e dei mutui ipotecari sull’abitazione principale.

Per evitare sovrapposizioni con il Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa, la sospensione del mutuo può essere richiesta solo nel caso in cui si verifichi, per almeno uno dei cointestatari, la sospensione dal lavoro o la riduzione di orario per almeno 30 giorni, anche in attesa dei provvedimenti di attuazione della cassa integrazione o di altri ammortizzatori sociali.

Per quanto riguarda i crediti al consumo, il prestito deve essere di almeno 24 mesi, con un piano di rientro a rate costanti (tecnicamente, alla francese), rivolto a persone fisiche, indipendentemente dal tasso applicato.

Sono compresi anche i finanziamenti cartolarizzati nonché i mutui oggetto di operazioni di portabilità o accollati per frazionamento.

Sono invece esclusi i finanziamenti:

• con ritardo di pagamento superiori a 90 giorni, o per i quali sia intervenuta la decadenza dal contratto;

• che hanno già fruito di una sospensione per 12 mesi;

• che fruiscono di agevolazioni pubbliche;

• che sono coperti da assicurazione sul rischio;

• che sono assistiti dalla cessione del quinto (dello stipendio o della pensione);

• nella forma di carte di credito revolving o di apertura di credito.

Chi ha già usufruito di precedenti sospensioni del finanziamento, può chiederne una nuova fino al raggiungimento di 12 mesi complessivi, a patto che siano trascorsi due anni dalla precedente moratoria ottenuta.

La sospensione dura 12 mesi, e può essere richiesta una sola volta fino al dicembre 2017 ed in presenza di uno degli specifici eventi che sono stati contemplati al paragrafo 3 dell'accordo stesso (quali, con le dovute eccezioni, cessazione del rapporto di lavoro subordinato o di lavoro di collaborazione, sospensione dal lavoro o riduzione dell'orario di lavoro, decesso o insorgenza di condizioni di non autosufficienza).

Entrambi gli accordi hanno validità fino al 31 dicembre 2017.