In Emilia Romagna tredici Confidi si mettono in rete - IL SOLE 24 ORE

In Emilia Romagna tredici Confidi si mettono in rete - IL SOLE 24 ORE

In Emilia Romagna tredici Confidi si mettono in rete

 
 
 

Per la legge sono i cosiddetti Confidi minori. Ma in un solo anno, nel 2014, hanno consentito l’erogazione alle imprese di 368 milioni di finanziamenti, portando lo stock complessivo delle concessioni di credito garantite a oltre 1,1 miliardi. Ora i 13 Confidi dell’Emilia Romagna che rappresentano circa 42mila imprese della regione, vale a dire il 10% di quelle attive da Rimini a Piacenza, acquistano maggiore peso nei rapporti con gli istituti bancari, ma anche con la pubblica amministrazione, grazie a un contratto di rete che riguarda tutti i settori economici. 

Il risultato, dopo otto mesi di lavoro, della nascita del Coordinamento dei Confidi dei territori locali, ma anche delle nuove normative che hanno ampliato l’area di manovra dei consorzi di minori dimensioni. «Per noi l’importante è valorizzare lo strumento e non la sigla», dice Alberto Rodighiero, presidente di Agrifidi Uno Emilia Romagna e oggi ai vertici del contratto di rete. «Le nostre – prosegue Rodighiero – sono strutture snelle e meno onerose dei grandi Confidi. Il percorso avviato otto mesi fa è partito dalla volontà di fare squadra per aumentare la forza della nostra rappresentanza anche di fronte alla Pa». 

 
 

L’obiettivo è quello di migliorare le condizioni di accesso al credito da parte delle imprese assicurando anche una maggiore efficienza. «Con questo contratto di rete – dice Claudio Pasini, segretario generale di Unioncamere Emilia Romagna – siamo di fronte a una operazione di crescita di sistema. È un inizio, con la condivisione del know how e l’integrazione delle risorse, per migliorare il rapporto tra le banche e il sistema produttivo. Ed è anche una sperimentazione: se funziona potrà diventare una best practice da diffondere nel Paese». 

La nuova rete si affianca ai tre grandi Confidi della regione, Unifidi, Fidindustria e Cofiter e mette insieme praticamente tutte le province. Una scelta fatta sulla scia della recente riforma dei Confidi, con il rafforzamento del sistema degli organismi di garanzia. Tra le priorità del contratto di rete c'è anche il ricorso alla riassicurazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese gestito dal MedioCredito centrale.


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